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sabato 25 aprile 2015

ARGENTINA LA LINDA!!

Il modo più semplice per parlarvi di questo straordinario paese è quello del diario di viaggio, che come sempre, non mancherà di spunti e consigli..


Buenos Aires mi accoglie con un bel caldo, venendo dal nostro inverno umidiccio, che scalda il sangue. Città che diversi anni fa, durante il mio primo viaggio, mi aveva lasciata un po' perplessa, l'avevo trovata decadente, un po' a pezzi direi. Stavolta invece mi piace passeggiare per le vie animate del centro. In Avenida Florida tanti negozi e lo shopping center Pacifico, in un bell'edificio d'epoca, ma i negozi più belli e le firme sono nella zona della Recoleta, in Avenida Santa Fè, fino alla libreria El Ateneo, un ex teatro Ottocentesco, trasformato in libreria. Meravigliosa! Su quello che una volta era il palco si trova un caffè dove si può leggere un libro o sorseggiare un buon caffè.




 Anche Avenida Callao è una strada ricca di negozi e cafè d'epoca. Avenida Alvear invece ha palazzi del '700 e '800, stile francese, molti dei quali ospitano ambasciate o centri culturali.

Mi sono persa nello shopping...torniamo alla città a Nord che, costruita dagli Spagnoli nel 1580, nella zona dove oggi sorge Plaza de Mayo, mantiene la quadrettatura delle strade, che rende facile orientarsi.
I viali alberati, larghi se non larghissimi, come l'Avenida 9 de Julio, con i suoi 140 mt, costruita nel 1930 dopo la demolizione di 30 isolati, sono arterie dove corre il traffico spesso caotico e rumoroso.
Il crocevia del centro e' l'Obelisco, del 1936, sotto cui si ritrovano coloro che hanno qualcosa da dire al governo o a te passante, indios e disoccupati, intellettuali e politici.
Qui, come in Plaza de Mayo, la gente si ritrova per protestare, per chiedere: colpiscono i presidi dei veterani della guerra delle Malvinas/Falkland, e quelli, del giovedi pomeriggio, delle Madri dei Desaparesidos.
Palermo, La Recoleta, Retiro, sono i quartieri dove vivevano, e vivono, i ricchi proprietari terrieri che ancora possiedono grandissime estancias nella Pampa, vasta regione dove si coltivano grano, mais, soia (pensate che l'Argentina esporta la soia alla Cina!) e dove si alleva bestiame.

Nella vostra passeggiata nella Buenos Aires del nord non mancate una visita al Parco di Palermo: 2 laghi, campo da polo (sport nazionale), zoo e ippodromo. E' immenso e non dimenticate di passare dal Rosedal, il giardino delle rose. Una piacevole sosta! D' estate qui i porteni (abitanti di Buenos Aires) si riuniscono per ascoltare concerti e fare pic nic, per fare una passeggiata o una corsa! Tutto è molto curato e pulito.

Mi perdo nel Cimitero de La Recoleta, una istituzione. In questo cimitero monumentale sono sepolti i più famosi personaggi argentini, da presidenti a nobili, da Evita Peron alla ricca ragazzina morta durante un viaggio in Austria e qui ritratta con il suo fedele cane.

La passeggiata non può non portarmi al celeberrimo Teatro Colon: grandioso edificio neoclassico, tempio mondiale della lirica, quarto al mondo per grandezza, dove solo i grandi si esibiscono perchè la sua acustica non risparmia nessuno. E da qui la sosta caffè porta allo storico Caffè Tortoni: ma non prendete il caffè, è terribile, optate per un succo di frutta, ma soprattutto ammirate la bellezza di questo locale, un tempo ritrovo di intellettuali!

Tornando in Plaza de Mayo, qui si trovano la Casa Rosada, così chiamata dal colore rosa, un tempo dato dalla tinta rossa ottenuta da sangue di bue! E' il Parlamento dell'Argentina, qui si trova il balcone da cui Evita Peron teneva i suoi discorsi.
Dietro al Parlamento, verso Porto Madero, il gigantesco palazzo delle Poste, che presto ospiterà un centro culturale.
Nella piazza colpisce un enorme colonnato neoclassico: è la Cattedrale di Buenos Aires, la chiesa di Papa Francesco! E attraversando la piazza c'è uno dei pochi edifici rimasti dal tempo degli Spagnoli, il Cabildo, quello che era il Municipio.
Era il 1580 quando gli Spagnoli decisero di creare qui un porto per imbarcare l'argento e l'oro proveniente dalle miniere del Perù e dalla Bolivia.
Non vi ho ancora detto che Argentina prende il nome proprio da argento, di cui è ricchissima. E anche il Rio della Plata prende il nome da questo metallo (plata=argento).

Spostiamoci a sud, verso Sant'Elmo, quartiere bohemien, con le stradine di pavè, ricavati dalle pietre che servivano da zavorra alle navi che arrivavano vuote dall'Europa e ripartivano piene di argento e cereali. Ci sono anche blocchi di marmo di Carrara!

Mi piace moltissimo Plaza Dorrego, una piccola piazza con un mercatino artigianale, dove ogni tanto ballerini di tango si esibiscono per la gioia dei passanti, rapiti dalla sensualità di questo ballo, nato in questi quartieri un tempo malfamati, come la Boca, la bocca del fiume, il primo porticciolo della città un tempo pieno di taverne e bordelli. Il tango era il ballo dei marinai con le prostitute, era il ballo del preludio alla notte d'amore!

La Boca attrae per le sue casette di lamiera e di legno, colorate per renderlo più piacevole. Zona ora di artisti e pittori. Troppo turistica per i miei gusti, ma una visitina fatecela.


Porto Madero è la nuova Buenos Aires, con avveniristici progetti iniziati nel 1990, dal ponte di Calatrava al recupero degli antichi magazzini del porto: oggi si passeggia lungo le rive di uno dei canali del Rio della Plata, ci sono bar e ristoranti, forse fra i migliori della città.

Apro la parentesi ristorazione a Buenos Aires: città piuttosto costosa, il cibo nei ristoranti buoni si paga. Vi consiglio La Cabana de Lilas a Porto Madero, ottima carne, cosi come ottima lo è a La Brigada, ma non spenderete meno di € 40-50 per un ottimo filetto e vino Malbec.


Un volo dall'aeroporto Aeroparque, in città, mi porta a Salta. Dai finestrini dell'aereo colpisce la immensità del Rio della Plata: qui 50 km di larghezza dividono l'Argentina dall'Uruguay, più a Sud arriva fino a 250 km !!!

E Salta invece è come me la ricordavo: colorata, allegra, con i suoi edifici coloniali.
La Cattedrale dalla facciata bianca e rosa sembra una bomboniera, il Cabildo austero, il Museo dell'Archeologia di Montagna, dove si trovano le mummie dei 3 bambini inca, sacrificati per propiziarsi la Pacha Mama, la grande Dea madre della Terra. Una visita che non deve mancare, anche perchè prepara alla scoperta di questa parte più indigena dell'Argentina.


Tutti questi edifici si trovano in Plaza 9 de Julio, e non distante si trova la Chiesa di San Francesco, barocca, di cui colpisce la facciata rossa e bianca, con tendaggi di marmo.
Qui in centro vi suggerisco un paio di negozi di artigianato veramente bello e con i prezzi più economici che ho trovato in tutta l'Argentina: Almandina Argentina, in Caseros 425, per souvenirs alternativi, e Tuna, sempre in Caseros, dove invece si trova artigianato di qualità.
Se invece cercate lana di lama e artigianato locale allora prendete un taxi e fatevi portare al Mercato Artesanal. Ospitato in un vecchio edificio coloniale, troverete tutto l'artigianato salteno e andino a prezzi che non troverete da nessun'altra parte, in quanto sono gli artigiani che vendono direttamente! Io mi sono presa delle belle maschere a 8-9 Euro, sciarpe di lana di lama e alpaca a 10 Euro! Approfittatene!
E per un pranzo con le migliori empanadas saltene andate a La Criollita: empanadas (sono di pasta tipo pizza ripiena di pollo o verdure o carne) o un bel piatto di stufato di agnello. Ottima qualità, locale frequentato da salteni, e prezzi davvero bassissimi. Per cena invece ho un solo nome: El Charrua, in Gral. Guemes oppure in Caseros, ottima la Parrillada mista (arrosto misto alla brace) o il Bife de Lomo (filetto di manzo). Prendete 1 porzione per 2, sono enormi. Ottime anche le insalatone miste. Si cena con 15-20 Euro a persona! E chiedete di essere serviti da Mario: gentilissimo, paziente e bravissimo! A Salta è una istituzione anche La Casona, ristorante dove si esibiscono artisti locali in modo del tutto estemporaneo! Prenotate!

L'Argentina andina: finalmente montagne, puna, la Quebrada del Toro, dove un tempo una stradina tortuosa ti portava verso San Antonio de Los Cobres, oggi sostituita, a causa di continue frane, da una strada lungo il fiume, sempre sterrata. La strada sale insieme alla ferrovia del trenino delle Nuvole, fra gole e montagne, fra cactus Cardon e sperpaglia.


Una piccola sosta a El Alfarcito, una chiesetta, due lama e un piccolo negozietto di artigianato locale con articoli di lana e statuette a prezzi ottimi. Mi lascio tentare anche qui! L'economia argentina deve pur girare!!
Ah dimenticavo...si sale e si scende, toccando i 4200 mt sul livello del mare...si masticano foglie di coca per evitare gli effetti dell'altitudine.


Per strada incontro guanachi e lama, vigogne e tanti uccelli. Ogni panorama toglie il fiato, le Ande incorniciano queste vallate, i lama attraversano la strada, che è alquanto disconnessa.

San Antonio de los Cobres è un villaggio indio, in mezzo al nulla, sviluppatesi grazie alle miniere di rame e di sale qui vicine. Paese di povera gente, dove i turisti di passaggio sono una delle poche risorse.

Qui si incrocia la mitica Ruta 40, che sale dalla Patagonia fino all'Alaska...un giorno la percorrerò tutta!

Le Salinas Grandes abbagliano: il biancore del sale insieme all'acqua che scende dai ghiacciai creano uno spettacolo unico. Siamo a 3450 mt di altitudine e queste saline sono sfruttate da oltre 32000 anni!!



Sono ben 212 kmq di sale, che in contrasto con il blu del cielo, sono un must per tutti i fotografi.

Il passo a 4200 mt segna l'inizio della discesa verso la valle di Purmamarca, dove le formazioni geologiche più incredibili accompagnano il viaggio. Striature dal nero al rosso più vivo, dall'arancio all'oro....per arrivare al famoso Cerro dei 7 colori, alla tavolozza del pittore e a tanti altre formazioni rocciose incredibili.

La Quebrada di Huamauaca, patrimonio dell'Umanità dell'Unesco dal 2003, è testimonianza più antica della presenza dell'uomo in Argentina. Popoli arrivati qui dall'Alaska attraverso lo Stretto di Bering, si insediarono qui 32.000 anni fa. E qui si sviluppa la civiltà pre-incaica Cacham.
Merita una sosta il sito archeologico Pulcara de Tilcara, sia per la testimonianza di un passato che per la posizione dominante sulla vallata.

La cittadina di Huamauaca ha un piccolo centro storico interessante, con viuzze acciottolate e una chiesa in stile coloniale, mentre è di dubbio gusto il Monumento all'Indipendenza Argentina.




Invece merita sicuramente una sosta la piccola chiesa di Uquia, che ospita particolarissimi dipinti degli Angeli Archibugieri: soldati spagnoli armati di archibugi con ali d'angelo!!

E dalle Ande mi dirigo ancora più a Nord, verso le incredibili Cascate de Iguazù. Dopo aver visto le Niagara e le Victoria Falls niente è più incredibile di questo spettacolo della Natura. Queste cascate sono formate dalle acque del fiume Iguazù che qui hanno trovato pareti di basalto da saltare e lavorare. E l'enorme anfiteatro di 2.7 Km di larghezza è qualcosa che va scoperto da ogni angolo.




Mentre il lato argentino permette una visione più ravvicinata con l'acqua, le passerelle basse portano alla base delle cascate e all'imbarco dell'esperienza in gommone (da non perdere, adrenalina pura, lasciate nello zaino e borsa di plastica i vostri abiti e scarpe, indossate costume e via!) che vi porta proprio sotto le cascate; le passerelle alte, dopo un breve tragitto in trenino, portano invece sul fiume fino alla impressionante Garganta del Diablo, la gola del Diavolo, un passaggio stretto delle acque, che qui convogliano con una forza impressionante.

Il lato brasiliano invece, a cui si accede dopo aver superato la frontiera con il Brasile (ricordate di portare il passaporto), a Foz de Iguazu, secondo me è il più emozionante. Intanto vi suggerisco di alloggiare all'Hotel Cataratas di Foz de Iguazu, un hotel in stile coloniale, all'interno del Parco, proprio sulle cascate!!
Il panorama è indimenticabile perchè ti trovi davanti tutte le cascate, nella loro possenza e enormità.
Il sentiero porta verso il basso, piccoli procioni accompagnano la passeggiata, non date da mangiare e non toccateli, mordono e feriscono! Bellissimi i coloratissimi tucani.
E quando si arriva all'acqua....anche qui mettete tutto nello zaino, e in costume...perdetevi nella vaporizzazione dell'acqua !! E' una sensazione unica...te e l'acqua e basta.

Ne esco bagnata fino alle ossa...ma...è cosi che va vissuta!

Un ascensore permette una rapida risalita a quella che per me è una delle esperienze più belle del viaggio!

Se siete a Puerto Iguazu (lato argentino) cenate al Boca Mora in Avenida Costanera, siete sul fiume, dove si affacciano Paraguay, Argentina e Brasile, e dove soprattutto si mangia ottimo pesce di fiume, il paku e il surubi.

E dopo aver risalito l'Argentina per migliaia di km, la strada porta a Sud.


La Tierra del Fuego mi aspetta!
E per me che amo la Natura estrema, le terre immense e poco abitate è un po' come tornare nella mia amata Africa. Il senso di estremo, di essere lontani da tutto che si prova in Patagonia cosi come nei deserti del Namib è del tutto simile.




Ushuaia si affaccia sul Canale di Beagle e la pista dell'aeroporto è una striscia di asfalto fra due ali di mare blu cobalto. Tutt'intorno montagne dai nevai eterni, aspre, dalle guglie appuntite, ultime propaggini delle Ande. Qui il vento soffia perennemente, le temperature non superano i 15°.
E dopo aver fatto Capo di Buona Speranza in Sud Africa e l'Australia, con Ushuaia ho toccato i luoghi abitati più a Sud del mondo!



Camminare con il vento gelido lungo l'Avenida San Martin, la via dei negozi e dei ristoranti è impresa titanica! Ma la stufa del ristorante Kuar e la buona zuppa di centolla (granchio enorme che si pesca in questi mari) rimettono al mondo!
Mi hanno parlato bene anche di Cocina Fuegina, resto per centolla bollita, oppure Maria Lola che ha vista panoramica sul canale.


Cosa significa Ushuaia? Baia che guarda il tramonto. E vi posso assicurare che ammirare il tramonto da qui è davvero bellissimo. Se poi vi trovate a bordo del catamarano che vi ha portato a spasso per il Canale di Beagle, passando vicino alle colonie di cormorani e di otarie, fino alla pinguinera di Isla Martin, beh allora l'esperienza è unica!

Non mi faccio certo mancare una visita al Parco della Tierra del Fuego. Il simbolo del parco sono le oche gauchen paranca, il maschio è bianco, la femmina è nera, oche monogame che vivono insieme per tutta la vita, ma se muore prima la femmina il maschio si lascia morire di fame, se muore prima il maschio la femmina.. si cerca un altro maschio...la specie deve continuare!!
Il parco è nato nel 1960 e fra baie, montagne, vallate è di una bellezza incredibile.
Non ci sono pini o abeti, ma faggi. Faggi come i nires, che sono bassi, tondeggianti, con più tronchi; come i lengas, che raggiungono i 40 mt di altezza, vivono fino a 200 anni...possenti.
Qui il clima è umido, le montagne creano una barriera ai venti, e tutto è verde e l'acqua non manca.

Nel parco, sulla baia Zaratieghi, si trova l'ufficio postale più a sud del mondo, non dimenticate di portare con voi il passaporto per un timbro di ricordo.
Incantevole la Baia Lapataia!

Ah, qui dormite al Los Nires: non è in centro, ma è un hotel con pareti di legno, camere con finestre su panorami mozzafiato e un buon ristorante a prezzi accettabilissimi (ci ho mangiato ottimi ravioli di centolla) con vetrate sulla baia.

Qui in Tierra del Fuego tutto è costosissimo...non si cena con meno di 30-40 Euro per una zuppa e acqua, i negozi di sport sono carissimi, per non parlare di eventuali escursioni ecc...ma...ne vale la pena!

Riprendo il mio viaggio risalendo verso Nord, verso El Calafate.
Grandissime estancias con migliaia di capi di ovini, paesaggi lunari con montagne e laghi...questa è la Patagonia. Il vento patagonico soffia sempre..incessante, e pulisce l'ari, la rende limpida, la luce è forte, accecante.
E accecante è il Perito Moreno.
Grande fra i grandi ghiacciai dello Hielo Sur Argentino, il terzo ghiacciaio al mondo  per estensione (dopo Antartide e Groenlandia), formato dai ghiacciai Pio XII, Viedma, Uppsala e lui, il Perito Moreno.
Uno dei pochi ghiacciai al mondo che non si stà ritirando, ma è in equilibrio. Scende dai 1500 ai 184 mt e si ferma sulla riva del lago...sono 254 kmq di ghiaccio...e lo spettacolo è incredibile.

Il ghiacciaio parla, scricchiola. Tonfi. Blocchi che si staccano. 
Il bianco abbaglia. L'azzurro del ghiaccio, frutto di minerali in sospensione, incanta.
Si starebbe ore a guardarlo. Le passerelle offrono punti panoramici per foto irripetibili.
Consiglio abbigliamento caldo!!
Ah, se avete tempo fate la crocierina che porta sotto il Perito Moreno: si ha una vista dal basso delle pareti di ghiaccio e state dal lato destro della barca !!!

Queste terre estreme, questi paesaggi mi riportano alla mente la mia cara Namibia e i suoi spazi infiniti. Quegli spazi dove la Natura la fà da padrona e l'uomo una volta tanto non può far nulla per domarla.




Da El Calafate può valere la pena anche l'escursione in barca all'Estancia Cristina, per vedere come era la vita di una estancia a inizio '900, ma soprattutto per la salita in 4x4 al Mirador sul ghiacciaio Uppsala! Mozzafiato. E al ritorno si naviga il canale Uppsala, dove ci sono iceberg, vere e proprie sculture di ghiaccio.


A El Calafate scegliete hotels tipo El Quijote, ottimo e centralissimo.
Cenate da Casimiro Biguà oppure da Isabel. Spenderete un po' ma cibo preparato espresso e gioia dei carnivori.
Mama Macha vi aspetta invece per le migliori empanadas del posto! 


POST DEL 27 NOVEMBRE (secondo viaggio in Argentina del 2015 )
Penisola Valdes: se programmate il viaggio fra Luglio e Novembre allora fermatevi anche in questa parte di Patagonia, dove le calme acque delle baie della penisola accolgono le balene per le nascite! L'escursione di una giornata nella penisola vi farà incontrare elefanti marini e grandi albatross, leoni marini e se fortunati (tanto) avvistare orche che rischiano lo spiaggiamento per cibarsi di cuccioli di otaria. Non mancate la navigazione: potrete vivere l'emozione del safari per avvistare le balene. E chissà che non riuscite a fotografare la mitica coda della balena franca australe.


Il viaggio volge al termine.
Tante emozioni mi ha regalato. 

Argentina arrivederci!!
Cate


Per info e suggerimenti per un viaggio in Argentina contattatemi!
caterina@caterinamigno.it
Collaboro con ottime agenzie viaggio: In-Travel Firenze, Reporter Viaggi San Giovanni V.no, Alberta Viaggi Torino, Florence Journeys Rignano.





















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